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Medaglia Divisione Corazzata "Ariete" riconquista della Cirenaica 1941 (268)

Rara medaglia commemorativa della Divisione Corazzata "Ariete".Sul fronte due palme ai lati tra le quali una testa d'ariete con sotto alcuni carri armati. Sopra la scritta "DIVISIONE CORAZZATA ARIETE". Sul retro, al centro, il rilievo dell'Africa Settentrionale attraversato da una saetta. sul rilievo i nomi delle battaglie "AGEDABIA - EL MICHILI - TOBRUCH - SOLLUM", in alto la frase in corsivo "RICONQUISTA DELLA CIRENAICA 1941" e in basso "VELOX AD IMPETUM FULMINEO E POSSENTE FERREA MOLE FERREO CUORE". L' oggetto si presenta in buono stato di conservazione, con una bella patina d' epoca. La 132ª Divisione Corazzata Ariete fu la prima divisione corazzata costituita per il Regio Esercito, in data 1 febbraio 1939 dalla 2ª Brigata Corazzata. Fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale l'unità era nella zona di Brescia, allo scoppio della guerra si trasferì a Fossano in Piemonte, inquadrata nella VI Armata, rimanendo in riserva per tutta la durata della campagna contro la Francia. Trasferita a Savona sotto il comando della IV Armata sostituì progressivamente i carri L con carri M 13/40.

All'inizio del gennaio 1941 fu trasferita a Napoli, con destinazione finale la Libia. Infatti proprio in quei giorni stava svolgendosi l'Operazione Compass, che avrebbe portato alla distruzione della X Armata. Il 24 gennaio iniziò a sbarcare a Tripoli (Libia), impiegando tutto febbraio per raggiungere il pieno organico[2] e orientarsi nel nuovo ambiente operativo. Il 7 marzo iniziò ad operare in Tripolitania alle dipendenze del CAM (Corpo d'Armata Motocorazzato) italiano, tenuta in riserva nel corso della riconquista della Cirenaica da parte del DAK (Deutsches Afrika Korps). Sostenne il primo combattimento col nemico il 7 aprile nei pressi di El Mechili, contro la 3ª Brigata Indiana Motorizzata e la 2ª Divisione Corazzata inglese, prendendo quasi 2000 prigionieri. Successivamente operò nell'investimento di Tobruk e in direzione di Bardia, giungendo al Passo Halfaya (con una colonna mobile). Ad agosto si ritirava nella zona di ‘Ayn el-Gazala per riorganizzarsi.

Nel mese di settembre nell'organico della divisione fu inserito 132° Reggimento Carristi, costituito sul comando del disciolto 4° Reggimento Carristi (che aveva perso tutti i suoi battaglioni a Beda Fomm e dal VII, VIII e IX Battaglione Carri M)). Il 32° rimase in organico alla divisione con i battaglioni di carri L (I, II e III Battaglione Carri L) ad organico ridotto, finché non fu rimpatriato (gennaio 1942). Nel mese di novembre i britannici lanciavano l'offensiva Crusader, che prevedeva un aggiramento delle posizioni italo tedesche da sud, passando per Bir el Gobi, località in cui era schierata a difesa proprio l?Ariete. L'unità che doveva superare le posizioni dell?Ariete era la 7th Armoured Division, cioè la divisione veterana della guerra del deserto (i Desert Rats). Il giorno 19 novembre 156 carri britannici attaccarono un centinaio di carri dell?Ariete, che aveva praticamente l'ala sinistra completamente scoperta. Inizialmente la 22nd Armoured Brigade (l'unità che fronteggiava direttamente l?Ariete) riuscì a superare l'ala sinistra dei bersaglieri schierati a difesa, ma, appena intervennero i carri, i britannici furono respinti sull'ala destra e distrutti dai bersaglieri rimasti sulla linea. Dopo due giorni di feroci combattimenti la massa attaccante britannica era distrutta, sia pure a costo di gravi perdite nei carri e nei bersaglieri dell?Ariete. I carri italiani distrutti furono 34, principalmente del VII e dell?VIII Battaglione Carristi, che registrarono complessivamente morti o feriti sul 40% dei mezzi. Spostata nella zona di Sollum subì ulteriori perdite negli scontri di Bir Cremisa (23 novembre) contro la 1ª Divisione Sudafricana e Sidi Rezegh (30 novembre), tanto che l'8 dicembre le rimaneva solo il IX Battaglione Carristi e pochi bersaglieri. A quella data ricevette l'ordine di ripiegare su El Agheila con il resto dell'armata italo-tedesca. Il giorno 13 dicembre, a Quota 204 (nei pressi di Ain el Gazala), venne bloccata da una forza mobile britannica e riuscì a riprendere la ritirata solo il giorno successivo, coperta da un attacco di Stuka. Quando, dopo altri scontri minori, la divisione raggiunse Agedabia (26 dicembre) aveva solo 6 carri, 11 pezzi da 75/27, 2 pezzi da 105/28 non più di un battaglione di bersaglieri. L'ultima azione del ciclo operativo avvenne all'inizio di gennaio, quando operò con la Trieste e la 90° Leichtedivision per arrestare un tentativo di sfondamento britannico a Chor el Bidan.

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