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Fregio O.N.B. (26)

Bel fregio da copricapo O.N.B. in perfetto stato di conservazione. L'Opera Nazionale Balilla (ONB) fu un organo del Partito Nazionale Fascista (PNF) a carattere parascolastico e paramilitare. Fondata nel 1926 come ente autonomo, l'ONB confluì, insieme ai Fasci giovanili di combattimento, nella GIL (Gioventù Italiana del Littorio) a partire dal 1937. La denominazione fu ispirata alla figura di Giovan Battista Perasso detto "Balilla", il giovane genovese che secondo la tradizione avrebbe dato inizio alla rivolta contro gli occupanti austriaci nel 1746: un'immagine di modello rivoluzionario cara al regime fascista. Dopo la marcia su Roma, il nascente regime mussoliniano si pose il problema di come "fascistizzare" la società, a partire dai più giovani: nel 1926 Mussolini diede all'ex ardito Renato Ricci l'incarico di sottosegretario all'istruzione, con il compito di "riorganizzare la gioventù dal punto di vista morale e fisico". Per l'occasione Ricci prese contatti in Inghilterra con Robert Baden-Powell, fondatore dello scautismo (che secondo lo stesso Ricci gli avrebbe dato "preziosi consigli"), ed in Germania con gli esponenti della Bauhaus[senza fonte]. Una legge del 3 aprile 1926 sancì così la nascita dell'Opera Nazionale Balilla (ONB), che Ricci avrebbe diretto per undici anni. Complementare all'istituzione scolastica, l'ONB era "finalizzata... all'assistenza e all'educazione fisica e morale della gioventù". Vi avrebbero fatto parte i giovani dagli 8 ai 18 anni, ripartiti in due sottoistituzioni: i Balilla e gli Avanguardisti. L'ONB mirava non solo all'educazione spirituale, culturale e religiosa, ma anche all'istruzione premilitare, ginnico-sportiva, professionale e tecnica. Scopo dell'ONB era infondere nei giovani il sentimento della disciplina e dell'educazione militare, renderli consapevoli della loro italianità e del loro ruolo di "fascisti del domani". Nel 1927 il regime fascista sciolse per legge le organizzazioni giovanili non fasciste, tra cui le associazioni scout: il Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani (pluriconfessionale) fu sciolto quell'anno; l'Associazione Scoltistica Cattolica Italiana (ASCI) fu obbligata a chiudere tutti i reparti nelle località sotto i 10.000 abitanti, prima della chiusura completa nel 1928; l'Associazione Ragazzi Pionieri Italiani (ARPI) cessò volontariamente le attività. Molti scout continuarono a svolgere le proprie attività in clandestinità e parteciparono attivamente alla lotta antifascista. Uno dei principali gruppi che continuarono le attività fu quello delle Aquile Randagie, a Milano e alcuni gruppi scout italiani all'estero proseguirono le loro attività. L'unica organizzazione rimasta attiva fu la Gioventù Italiana Cattolica, che dovette comunque ridurre le proprie attività.

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